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EGITTO

Ramy Essaem boicotta le presidenziali

Un anno e mezzo fa arrivo' in piazza Tahrir solo con la sua chitarra e compose "Irhal", inno anti-Mubarak. Sogna ancora un Egitto diverso

adminSito
martedì 12 giugno 2012 07:33

Ramy Essaem durante un concerto al Cairo
Ramy Essaem durante un concerto al Cairo


di Azzurra Meringolo

Il Cairo, 12 giugno 2102, Nena News - Un biglietto di sola andata per raggiungere i rivoluzionari di piazza Tahrir ha cambiato la sua vita. Nessun bagaglio. Solo una chitarra e un plettro che lo hanno reso una celebrità. " Ero un artista sconosciuto e nessuno voleva ascoltare le mie canzoni prima del 25 gennaio 2011 ( giorno in cui è scoppiata la rivolta contro il regime del presidente Hosni Mubarak ndr). Ero partito da casa solo per manifestare contro il regime che reprimeva quotidianamente il mio paese, togliendo l'aria e la voglia di vivere ai suoi cittadini. Mio fratello mi ha suggerito di portare la chitarra e Tahrir ha cambiato la mia vita. Non solo quella di egiziano, ma anche quella di artista" confessa Ramy Esseam, il cantautore che ha composto Irhal (vattene), una delle melodie più cantate dai rivoluzionari. Il successo raccolto a Tahrir l'ha reso una star musicale e ora Ramy gira il mondo accompagnato dal manager assunto in fretta e furia una volta che, caduto Hosni Mubarak, il suo cellulare ha iniziato a suonare in continuazione. "Il successo lo devo tutto a Tahrir. Sono salito sul palco inventando un ritornello facile che riprendesse i motti dei manifestanti e il pubblico ha iniziato a intonarlo in ogni occasione. Quando sono stato colpito dalle forze dell'ordine non volevo esibirmi con le bende in testa, ma il mio pubblico mi ha incitato e quando ho iniziato a suonare ho notato che cantavo davanti a un popolo di feriti orgogliosi del sangue versato" aggiunge Ramy, sfogliando un album dove raccoglie le foto delle notti trascorse a Tahrir e quelle dei concerti in diverse parti del mondo. " All'estero posso esibirmi e ogni settimana ricevo inviti. A Londra ho anche cantato davanti all'ambasciata egiziana, ma in patria i militari mi mettono i bastoni tra le ruote e fanno saltare tutti gli eventi che organizzo. I concerti vengono sospesi improvvisamente e senza ragione" conclude Ramy. " Da quando le miei canzoni hanno iniziato a chiedere l'uscita di scena dei militari è iniziata una nuova guerra fredda."

Quando ha deciso di sostituire il ritornello di Irhal nel quale diceva al vecchio rais di andarsene, chiedendo ai militari di uscire di scena?
Appena ho capito che le loro intenzioni non erano sincere e questo è stato poco dopo la caduta del vecchio raís. I militari voglio conservare il vecchio regime e come mi sono espresso contro la dittatura prima, canto ora contro la sua restaurazione. La musica è stato uno strumento a servizio della rivoluzione perché è in grado di arrivare direttamente nel cuore della gente e aiuta tutti ad esprimere facilmente le proprie idee. La rivoluzione di piazza Tahrir non è mai finita, stiamo ancora combattendo e continueremo a farlo fino a quando i militari non faranno le valigie.

E' per questo che boicotta queste elezioni presidenziali? Non possiamo parlare di vere e proprie votazioni perché assistiamo a un processo che si svolge con i militari al potere quando non abbiamo ancora una Costituzione. E' impensabile votare con queste premesse perché è evidente che ci sono istituzioni che hanno interessi a influenzare il risultato . A Tahrir ho visto morire tante persone e queste non hanno lottato per ottenere risultati di questo genere, ma per trasformare il paese in una democrazia. Avevano in mente uno stato civile, non militare. Insieme a me ci sono tanti attivisti che si rifiutano di andare alle urne e il movimento del ballottaggio sta crescendo ogni giorno di più perché aumenta il numero di coloro che ritengono inaccettabili i candidati in lizza.

Se dovesse dedicare una canzone al prossimo presidente, che titolo le darebbe?
Sto incidendo un nuovo disco e al futuro raís egiziano, anche se non conosco ancora il suo volto, ho deciso di dedicare "Burattino". Chiunque prenderà il posto di Mubarak sarà manovrato dai militari che lo hanno fatto eleggere. Il prossimo presidente egiziano sarà un fantoccio privo di ogni autonomia e senza qualsiasi potere decisionale. Ubbidirà a ordini che arrivano dall'alto e presterà il suo volto a questa farsa. Nena News