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SIRIA

La Siria si difende: F-4 turco in nostro spazio aereo

Oggi si riunisce la Nato. Ankara chiede l'intervento dell'Alleanza Atlantica dopo l'abbattimento di un suo caccia da parte di Damasco.

adminSito
martedì 26 giugno 2012 03:46

Rifugiati siriani al confine turco
Rifugiati siriani al confine turco

DALLA REDAZIONE

Roma, 25 giugno 2012, Nena News - La Turchia fa appello alla NATO: intervenga contro la Siria dopo l'abbattimento di un caccia F-4 di Ankara da parte della difesa anti-aerea di Damasco.

La risposta dell'Alleanza Atlantica è giunta a stretto giro: gli Stati membri parteciperanno oggi ad una riunione d'emergenza per discutere della richiesta della Turchia, appellatasi all'articolo 4 del trattato costitutivo della NATO, chiamata ad intervenire nel caso uno dei suoi membri subisca un attacco. In campo anche l'Unione Europea: ieri incontro dei ministri degli Esteri degli Stati membri per discutere della crisi siriana. In Lussemburgo la UE ha preso nuove misure contro Damasco: estensione dell'embargo militare sul commercio di armi

La Siria si difende: il caccia turco era entrato nello spazio aereo siriano, si è trattato di un incidente e non di un assalto premeditato. Affermazione non condivisa da Ankara che, tramite il ministro degli Esteri Davutoglu, insiste: l'F-4 volava nello spazio aereo internazionale, a 13 miglia nautiche dalla Siria, e stava effettuando un volo d'esercitazione, senza armi a bordo. Secondo alcuni analisti, l'abbattimento avrebbe permesso alla Siria di testare i nuovi radar di difesa aerea di fabbricazione russa, mostrando così al mondo di essere in grado di difendersi in caso di intervento armato.

L'abbattimento del jet non ha fatto altro che peggiorare i già tesi rapporti tra i due Paesi, un tempo alleati e ora ai ferri corti. Erdogan e' uno dei leader regionali piu' duri con il presidente siriano Bashar al-Assad ed ospita i meeting dei gruppi di opposizione al regime.

Immediata la reazione occidentale, con la Gran Bretagna (che ha chiesto una "robusta azione internazionale) e Stati Uniti subito schieratisi dalla parte di Ankara. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha promesso assistenza alla Turchia nelle indagini sull'abbattimento, aggiungendo che Washington lavorerà gomito a gomito con i Paesi della regione per garantire una transizione di potere in Siria.


Intanto umenta costantemente il numero di rifugiati siriani in Giordania. E mentre l'Arabia Saudita invia ad Amman aiuti umanitari per le famiglie siriane scappate dal conflitto, le autorità giordane avrebbero ricevuto l'ordine di bloccare gli ingressi nel Paese. Secondo quanto riportato da Al Arabiya, circa 50 siriani sarebbero stati fermati all'aeroporto Queen Alia, nella capitale giordana.

Un testimone rimasto anonimo ha raccontato di numerosi cittadini siriani rispediti indietro. Lo stesso ministro degli Esteri giordano, Nasser Jouda, ha giustificato i dinieghi di ingresso con "ragioni di sicurezza". Nena News