Globalist:
Line

NEAR EAST NEWS AGENCY
Agenzia Stampa Vicino Oriente

 
Connetti
Utente:

Password:



CISGIORDANIA

Chiesa della Natività patrimonio dell'UNESCO

L'Agenzia delle Nazioni Unite ha accettato ieri la richiesta dell'OLP di riconoscere la Chiesa della Natività tra i siti considerati patrimonio dell'umanità

adminSito
sabato 30 giugno 2012 15:22

di Luca Salerno

Betlemme, 30 Giugno 2012 - L'Unesco ha accolto ieri la richiesta dell'Autorità Palestinese di includere la Chiesa della Natività (Betlemme) tra i siti riconosciuti come patrimonio mondiale dell'umanità. Il voto a scrutinio segreto del comitato per il Patrimonio Mondiale, riunito ieri a San Pietroburgo, ha visto 13 paesi favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti. Con 1,5 milioni di visitatori all'anno, è il sito più visitato da turisti e pellegrini tra quelli nei Territori palestinesi.

Tale riconoscimento arriva con ampio ritardo ma le regole dell'ONU prevedono che solo gli stati formalmente riconosciuti possano far richiesta di riconoscimento. La svolta è avvenuta quindi lo scorso Ottobre, quando l'agenzia delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura ha deciso di accettare la Palestina come stato membro.

La prima mossa dei palestinesi è stata quella di chiedere il riconoscimento della Chiesa di Betlemme come patrimonio dell'umanità. La richiesta di iscrizione era stata inoltrata come "procedura d'urgenza", utilizzata solitamente per i siti di eccezionale importanza, da un punto di vista culturale o naturale, la cui esistenza appare in pericolo e devono essere quindi urgentemente salvaguardati. Scelta che è stata duramente contestata da Israele che ha percepito il significato politico che vi è dietro tale modalità di riconoscimento. Come sostenuto anche dalla giornalista Paola Caridi nel suo blog "lo stesso Muro di Separazione costruito dagli israeliani ha ora un altro significato. E' un Muro che separa Betlemme, che la racchiude in un utero non voluto. E' un Muro che faceva scandalo prima, e che ora si trova ancor di più sotto i riflettori. Non solo per il suo significato politico, per i terribili risvolti nella vita quotidiana, sociale dei palestinesi. È ora anche un Muro che rompe l'unità della terra, il percorso del pellegrinaggio cristiano tra Gerusalemme e Betlemme".

Per le autorità israeliane Betlemme, e la sua chiesa, non sono a rischio e riconoscere lo status di emergenza significa essenzialmente che le Nazioni Unite sostengono l'opinione palestinese secondo cui la chiesa è minacciata dalle truppe dello Stato ebraico.

Le reazioni. Assolutamente entusiasta la delegazione palestinese. Hanan Ashrawi, dirigente dell'OLP, ha spiegato che «il popolo palestinese accoglie con gioia questa decisione, come un momento di orgoglio nazionale e una conferma dell'unicità e della ricchezza della propria identità e della propria tradizione». Secondo Ashrawi, la decisione dell'Unesco rappresenta un riconoscimento da parte della comunità internazionale dei diritti dei palestinesi su quelle terre e del loro impegno a custodire quei luoghi santi «nonostante l'occupazione israeliana e le sue misure restrittive». il ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Malki nota come "il nuovo status del sito gli garantisce protezione dalle mire israeliane ed è una grande conquista palestinese. Presenteremo la candidatura di altri siti - ha aggiunto - tra cui i villaggi a sud di Gerusalemme, la cui identità è minacciata dal muro israeliano".

Completamente differenti la reazione dei rappresentanti israeliani e americani. L'ambasciatore americano David Killion ha dichiarato che gli USA sono "profondamente delusi" da tale scelta dato che la chiesa è un luogo "sacro per tutti i cristiani (che) ha un significato religioso e storico importante. La procedura d'urgenza connessa a questa richiesta è solitamente riservata ai casi estremi, soprattutto quando un sito è a rischio di distruzione imminente". "L'Unesco - ha aggiunto l'ambasciatore - non dovrebbe essere politicizzata".

La delegazione israeliana ha fortemente criticato la decisione definendola una decisione "totalmente politica" mentre la portavoce del ministro degli esteri Ilana Stein ha affermato che "la decisione ha trasformato l'UNESCO in un teatro dell'assurdo". Nena News