Globalist:
Line

NEAR EAST NEWS AGENCY
Agenzia Stampa Vicino Oriente

 
Connetti
Utente:

Password:



GAZA

Gaza: acqua inquinata e imbevibile

Da quando Israele ha posto l'assedio, le condizioni igienico-sanitarie all'interno della Striscia sono peggiorate drammaticamente

Marta Fortunato
mercoledì 11 luglio 2012 12:42

Marta Fortunato

Beit Sahour (Cisgiordania), 11 luglio 2012, Nena News - E' il rapporto "Gaza's Children: Falling behind" pubblicato a giugno 2012 dalle organizzazioni internazionali Save the Children e Medical Aid for Palestinians a rivelare il grave e preoccupante stato delle condizioni sanitarie nella Striscia di Gaza. L'unica fonte di acqua corrente di Gaza è contaminata da fertilizzanti e feci umane ed è pertanto troppo inquinata per essere bevuta.

Gli 1,6 milioni di palestinesi di questa prigione a cielo aperto che è una delle aree a più alta densità di popolazione - con circa 4353 persone per chilometro quadrato - vivono in una condizione di alto rischio sanitario. E le cause di questa grave situazione umanitaria sono per lo più politiche. Da quando Israele ha posto l'assedio alla striscia nel 2007, il numero di bambini sotto i tre anni colpiti da diarrea è raddoppiato. Inoltre anche i casi di febbre tifoide tra i più piccoli è in costante aumento.

La quantità di nitrati e di cloruro, componenti principali dei fertilizzanti, che è stata trovata nell'acqua di Gaza è 10 volte superiore alla quantità massima stabilita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'assunzione di alti livelli di nitrati nell'acqua può provocare gravi malattie come l'anemia e certe forme di cancro ed è particolarmente pericolosa per i bambini e le donne incinte. L'anemia - provocata anche da una dieta priva di ferro - colpisce il 58,6% dei bambini in età scolare, il 68,1% dei bambini tra i 9 e i 12 anni e il 36,8% delle donne incinte.

Il rapporto parla inoltre del grave stato in cui si trovano le strutture sanitarie della Striscia: le falde acquifere di Gaza sono inquinate a causa della mancanza di un adeguato sistema per il trattamento delle acqua di scarico. Secondo i dati dell'organizzazione israeliana per i diritti umani B'tselem (2009), il 69% delle case di Gaza è collegato ad un sistema fognario che tuttavia durante l'operazione israeliana Piombo Fuso contro la Striscia di Gaza, è stato danneggiato o distrutto. Di conseguenza gli impianti di trattamento delle acque reflue non sono sufficienti ed ogni giorno, dal 2008, vengono riversati in mare dai 60 ai 90 milioni di litri di acqua di scarico non trattata.

Il rimanente 31% delle case fa uso di fosse biologiche e di pozzi neri oppure scarica l'acqua fognaria direttamente nei campi e nelle acque del mare causando un grave inquinamento ambientale. I bambini che vivono vicino alle pozze dove vengono scaricate le acque reflue presentano un alto livello di parassiti intestinali che spesso sono la causa di gravi malattie nutrizionali. Infatti, secondo i dati forniti dal rapporto, più del 10% dei bambini al di sotto dei 5 anni presentano gravi forme di malnutrizione.

Inoltre dal momento dell'assedio, Israele ha ristretto l'importazione di materiali da costruzione e questo rende ancora più difficile poter costruire o rinnovare gli impianti di trattamento delle acque di scarico.

"E' una priorità urgente per la salute ed il benessere della popolazione di Gaza" mettono in guardia le due organizzazioni internazionali - Israele deve porre fine all'assedio e garantire la libera circolazione di merci e persone dentro e fuori la Striscia di Gaza". Ed Israele, in qualità di potenza occupante, ha il dovere di garantire i diritti all'acqua e alla sanità di tutti i palestinesi. A partire dai più piccoli. Nena News.