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SIRIA

Si combatte ad Aleppo, scappano a migliaia

Si intensificano gli scontri tra esercito e ribelli nella seconda citta' del paese. Il dramma dei profughi in fuga. Damasco punta l'indice contro Qatar, Arabia saudita e Turchia

adminSito
martedì 31 luglio 2012 15:00

della redazione

Roma, 30 luglio 2012, Nena News - Sakhur, Zahraa e, soprattutto, Salahedin. Sono questi i quartieri di Aleppo dove si concentrano gli attacchi dell'esercito contro le postazioni dei ribelli armati. I morti oggi sono già tre. L'impressione pero' è che non siamo ancora entrati nella fase finale dell'offensiva delle forze fedeli al presidente Bashar Assad per impedire che i ribelli facciano di Aleppo una seconda Bengasi, ossia la capitale di un ampio territorio totalmente separato dalla capitale, come avvenuto lo scorso anno in Libia.

Ieri gli elicotteri da combattimento hanno colpito più volte le zone in mano ai ribelli che hanno risposto attaccando i mezzi corazzati governativi. I morti da entrambe le parti sono stati decine. Ferito anche un giornalista francese che collabora con l'agenzia France Presse.

E mentre almeno 200 mila civili siriani sono già scappati da Aleppo ed altre decine di migliaia si riversano in Giordania, che ha attrezzato il suo primo campo profughi, non si sblocca la paralisi diplomatica. La Francia, alleata dei ribelli, fa sapere che potrebbe chiedere una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell'Onu per fermare i massacri di civili. Gli insorti da parte loro chiedono l'istituzione, suol "modello libico", di una zona interdetta al volo nel nord del paese per impedire all'aviazione di attaccare dal cielo.

Ieri il ministro degli esteri siriano Walid Mualem ha accusato Qatar, Turchia, Arabia saudita e altri paesi di sostenere con armi e soldi la ribellione. Indirettamente ha risposto l'Arabia Saudita, affermando che i Siriani «non sono in grado di proteggere se stessi» ed hanno bisogno di «assistenza finanziaria e umanitaria». Dal Cairo il segretario della Lega Araba, Nabil El Araby, ha parlato di «crimini di guerra» che si stanno compiendo in Siria facendo però attenzione a non attribuirli a nessuna delle parti in guerra. Nena News