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MUSICA

Palestina, il "Combat Rap" di Milad As-Soudy

Il rapper senza berretto canta contro l'occupazione, ma anche contro le politiche dell'Autorità Palestinese. La coscienza in rima del popolo palestinese. ASCOLTA

adminSito
domenica 24 febbraio 2013 19:04

di Paolo Lasagna

Roma, 22 febbraio 2013, Nena News - Durante l'ultimo decennio la musica rap palestinese ha raggiunto una certa visibilità a livello mondiale. Prestigiose riviste (musicali e non) hanno dedicato servizi e copertine a gruppi una volta sconosciuti. Nomi come Dam e Darg Team, in seguito a collaborazioni importanti e brani di forte impatto, hanno conseguito una relativa notorietà presso il "primo mondo".

Il rap palestinese, attraverso rime intelligenti e consapevoli, ha raccontato la realtà dell'occupazione. L'uso della lingua araba non si è dimostrato ostico come sembrava in un primo momento, grazie alla buona volontà di vari estimatori del genere sono facilmente reperibili in rete traduzioni di brani rappresentativi come "Min Errhabi" (Chi è il terrorista?) dei Dam e "Unadikum" del Darg Team.

Il rap palestinese è quindi in forte crescita e il numero dei pochi gruppi presenti nell'area all'inizio degli anni 2000 si è moltiplicato a dismisura arrivando a creare una scena eterogenea decisamente interessante. Per contro esistono realtà che difficilmente verranno scoperte dal pubblico occidentale, rapper che in un modo o nell'altro vedranno la loro popolarità crescere esclusivamente in ambito locale.

Un personaggio che non verrà mai nominato dai commentatori musicali europeo o dalle riviste patinate è sicuramente Milad As-Soudy.

Palestinese di nascita, Milad As-Soudy ha trascorso la sua infanzia a Baghdad dove ha portato avanti i suoi studi. In seguito alla guerra del Golfo, si è trasferito nella vicina Siria e, dopo un breve periodo trascorso nuovamente in Iraq, è tornato stabilmente nella natia Palestina. Stabilitosi nella città di Ramallah, ha dato vita a "Musiqa Soudwa'yya", uno dei progetti più interessanti dell'intera scena rap palestinese.

Secondo le sue parole, "Musiqa Soudwa'yya rappresenta un modo per lottare e combattere ogni giorno". Epifanico è il motto che campeggia nella sua pagina Facebook: "Chi è stato educato a tirare le pietre è difficile che partecipi ad una manifestazione pacifica". A prima vista potrebbe sembrare una presa di posizione belligerante e violenta, ma andando a scavare si arriva ben presto a comprendere il senso di queste parole.

A differenza della maggior parte dei rapper palestinesi, che dedicano le loro rime allo stato dell'occupazione e alle sue conseguenze pratiche ma non disdegnano avventure in territori più ludici, Milad As-Soudy - lontano dalle logiche mainstream - porta avanti un discorso esclusivamente politico. Il suo messaggio è principalmente indirizzato al popolo di Palestina, del quale rappresenta una sorta di coscienza civile ed il suo potrebbe essere benissimo catalogato come una sorta di "Combat Rap". Le rime di Milad As-Soudy, nate in risposta agli eventi sociali e politici che interessano la società palestinese, non offrono quindi una semplice testimonianza delle sofferenze patite dalla popolazione, ma rivestono una precisa funzione sociale.

Nei brani di Musiqa Soudwa'yya, se lo Stato israeliano è il convitato di pietra, il moloch sempre presente, molte critiche vengono rivolte ai governanti palestinesi. In brani come "Wizara al isfaf wa al tajhyl" (Ministero dell'educazione e dell'ignoranza), dedicato al Ministero dell'Istruzione palestinese e alle sue politiche assurde, o "Risala ila D. Salam Fayyad" (Lettera al dottor Salam Fayyad), indirizzato al premier palestinese e alla sua paradossale politica economica, Milad As-Soudy offre molti spunti di riflessione ai suoi conterranei.

Nel brano "La takhafy" (Non abbiate paura) li esorta a prendere come esempio le rivolte scatenate nei Paesi arabi, mentre in "Risala il al'am al jadid" (Lettera all'anno nuovo) invita apertamente al boicottaggio dei prodotti israeliani onnipresenti nei Territori Occupati.

Tra i suoi bersagli non mancano i colleghi rapper accusati di aver dimenticato la funzione dirompente della rima ("I'tazal al ap") o i governanti stranieri: "'Ammu namizah" è il messaggio al vetriolo indirizzato all'emiro del Qatar e alle sue opinioni sulla questione palestinese.

Molto attivo politicamente, Milad As-Soudy ha acquisito nel 2011 una certa notorietà nei Territori in seguito alla realizzazione del brano "Risala ila Mona Lisa". La Mona Lisa di cui parla il testo è Mona Lisa Abdo, la prima ragazza palestinese ad essere entrata volontariamente a far parte di "Karkel", unità combattente di élite dell'esercito israeliana, dedicata all'anti-terrorismo. In varie interviste, la ragazza ha affermato di considerare Israele come la sua patria e di non credere che esista un sistema di apartheid.

Queste prese di posizione hanno scosso non poco la comunità palestinese e il brano composto da Milad As-Soudy non ha contribuito a smorzare le tensioni. Il pezzo, giudicato da alcuni offensivo e pericoloso, polemizza apertamente con le affermazioni di Mona Lisa Abdo. La ragazza viene accusata di aver ceduto la propria casa all'occupante e di rappresentare un pessimo esempio per tutte le generazioni future.

Tra le ultime produzioni di Musiqa Soudwa'yya c'è "Risal masmu'a - Al am'a' al khawaya" (Messaggio acustico - Gli intestini vuoti), brano dedicato ai prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame e a quell'aberrazione che è la detenzione amministrativa.

Questo è Milad As-Soudy, il rapper senza berrettino in testa senza orpelli cool e soprattutto senza peli sulla lingua. Lucido e informato, determinato a creare quella consapevolezza intellettuale che permetterà al suo popolo di liberarsi dalle catene, non solo israeliane. Nena News


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