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CULTURA

Nablus, le donne di Bait al Karama oggi all'Europarlamento

Oggi inizia una breve avventura per quattro rappresentanti del centro per donne Bait al Karama di Nablus, ospiti del Parlamento Europeo

adminSito
martedì 5 marzo 2013 17:54

di Beatrice Catanzaro

Nablus, 5 febbraio 2013, Nena News - Sono giorni di tensione in Palestina, da settimane il settore pubblico percepisce uno stipendio decurtato a causa delle ritorsioni israelo-americane post-dichiarazione Palestina come paese osservatore alle Nazioni Unite. Le strade della Cisgiordania sono puntellate da posti di blocco dei militari israeliani che rendono la circolazione, se possibile, ancora più difficile in un territorio già deturpando dalla costruzione illegale di colonie israeliane. Militari sempre più aggressivi che alla resistenza pacifica palestinese rispondono con proiettili (non sempre) di gomma e lacrimogeni sparati ad altezza uomo.

Ma oggi inizia anche una breve avventura per quattro rappresentanti del centro per donne Bait al Karama della città vecchia di Nablus. Il gruppo e' atteso questo pomeriggio al Parlamento Europeo dove racconterà di come, da un sogno e duro lavoro di un gruppo di donne, è nato il primo centro per donne (ed impresa sociale) della città vecchia di Nablus.

Bait al Karama e' stata invitata dai parlamentari italiani Gianluca Susta e Silvia Costa, per condividere un' esperienza che, dal basso, sta crescendo per iniziativa di una comunità, quella della città vecchia di Nablus, decisa a riscattarsi da anni di privazioni ed impoverimento economico, culturale e sociale. Una comunità stanca dei soprusi ma consapevole che, solo attraverso iniziative dal basso può riacquistare la propria dignità, e uscire dai giochi di un'economia intrappolata dall' occupazione israeliana. Una comunità consapevole di ciò che necessita e che spesso non corrisponde alle politiche delle organizzazioni internazionali che lavorano sul territorio.

Bait al Karama (Casa della Dignità) è il primo centro per donne nel cuore della Città Vecchia di Nablus, Palestina, e combina un'impresa sociale improntata sulla cultura culinaria palestinese con attività e programmi educativi, sociali e culturali. La gestione a impresa sociale ha come obiettivi la creazione di posti di lavoro per le donne che hanno subito traumi e perdite durante e dopo la seconda Intifada e la gestione di un programma di supporto sociale, psicologico e formativo per donne e bambini.

Il Centro è formato da un Beauty Salon aperto al pubblico e da diverse sale multifunzionali che all'occorrenza ospitano corsi, conferenze, laboratori e pranzi per gruppi.

Bait al KARAMA è inoltre il primo convivio Slow Food di Nablus e ospita la prima scuola internazionale di cucina Palestinese interamente gestita da donne nella West Bank. La scuola di cucina utilizza prodotti locali e intende diventare un luogo di riferimento per i piccoli produttori della zona. I corsi e i workshop infatti prevedono anche visite a coltivatori, allevatori e aziende alimentari con l'obiettivo di avvicinare gli stranieri alle realtà rurali e produttive della città e permettere a queste di confrontarsi con professionisti e appassionati del settore a livello internazionale.

Il progetto nasce dalla constatazione che la cucina Palestinese, pur offrendo una varietà incredibile di piatti e specialità della cucina araba, è scarsamente conosciuta e rappresentata sia nel Medio Oriente che in Occidente. Nablus, città un tempo al crocevia delle rotte commerciali tra Oriente e Occidente e dimora di alcune delle famiglie più benestanti del Paese che hanno sostenuto lo sviluppo di una 'cucina alta', offre alcune delle ricette più interessanti nate dall'incontro di spezie, carni e verdure provenienti da paesi lontani. I dessert, in particolare, rappresentano l'apice di questa tradizione, come la Knafeh, esportata e copiata in tutto il mondo arabo. Nena News

www.baitalkarama.org