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MUSICA

Maii Waled e il "dream pop" arabo

La musicista egiziana ha dato vita ad un ibrido quasi unico: indie-pop e liriche, un viaggio tra le malinconie che attanagliano i giovani di un Egitto in rivoluzione. VIDEO

adminSito
venerdì 19 aprile 2013 18:49

di Paolo Lasagna*

Roma, 19 aprile 2013, Nena News - Per un musicista underground è quasi scontato sentirsi incompreso nell'Egitto contemporaneo specialmente se sei una ragazza , ex batterista di un gruppo heavy metal, che si è dedicata alla creazione di un ibrido quasi unico nel mondo arabo; un indie pop-rock apparentemente privo di contenuti politici espliciti.

Conosciuta soprattutto per la sua breve esperienza nei "Mascara", metal band tutta al femminile, e per il suo contributo al film "Microphone" del regista egiziano Ahmad Abdalla, Maii Waleed, giovane musicista ventiduenne, rappresenta uno dei più freschi talenti venuti fuori dalla scena underground egiziana.

Cresciuta nella città di Alessandria, si è avvicinata alla musica all'età di 15 anni. Dopo essersi dilettata con il pianoforte, nel canto in un coro e in un gruppo di poesia musicale al liceo, Maii decise di prendere le distanze da una formazione musicale istituzionalizzata, adottando un approccio alla musica più fai-da-te.

"Ho preso alcune lezioni di pianoforte da bambina, ma capii ben presto che preferivo imparare la musica per conto mio, in un modo che riuscisse a coniugare i miei interessi - spiega Waleed - Ho iniziato a scrivere testi quando avevo 16 anni, poi cominciai a suonare la chitarra, volevo essere autonoma piuttosto che fare affidamento su altre persone per imparare correttamente gli accordi".

Protagonista dell'emergente scena underground della sua città, nei primi anni 2000 all'età di soli 17 anni ha dato vita insieme ad altri amici a vari gruppi musicali. Tra questi Nail Polish, Grin, Sameka, Telepoetic e l'ensemble più noto, i Mascara. In quest'ultimo gruppo ha rivestito il ruolo di batterista, tastierista e cantante ma nel 2008, in seguito a divergenze creative, ha lasciato la band ed iniziato così la sua carriera solista.

Le sue prime composizioni, cantate prevalentemente in lingua araba, sono state utilizzate per le colonne sonore di vari cortometraggi egiziani come "Neon Lamp" di Emad Maher e "Shali" di Islam Kamal' , oltre che in "Microphone". "Partecipare alla realizzazione di 'Microphone' è stata un'esperienza interessante, perché ho avuto modo di lavorare sia con la macchina fotografica che come aiuto regista - dice Maii - Il gruppo Mascara ha avuto un posto di rilievo nel film; siccome Perry Moataz , il loro bassista, non era disponibile, ho preso io il suo posto". Nel film Maii Waleed appare anche nel ruolo di se stessa in un'intervista ad un dipendente statale. Durante questa scena, nella quale si assiste al suo tentativo di ottenere il permesso di esibirsi in un concerto sostenuto dal governo, viene eseguito un suo brano "Trash & Nostalgia" per ukulele.

Il regista Ahmad Abdalla non è stato l'unico ad accorgersi del talento di questa giovane autrice. Nel 2010, grazie all'invito per la partecipazione all'annuale Red Bull Music Academy a Beirut, Maii Waleed è entrata in contatto con Zeid Hamdan, musicista e produttore libanese, artefice di alcune delle migliori produzioni musicali degli ultimi dieci anni. Zeid è rimasto molto colpito dalle composizioni della ragazza e si è proposto di aiutarla nella realizzazione del suo primo album.

"Volevo lavorare con Hamdan perché ha un approccio aperto e unico alla musica. È una persona molto professionale, ma allo stesso tempo rende l'intero processo produttivo un divertimento - spiega Waleed - Ho sempre avuto il timore di rendere serio qualcosa che ho fatto solo per divertimento e mai avrei pensato di sviluppare la mia musica in modo professionale, ma Hamdan ha una grande comprensione di ciò che è davvero la musica underground, così è stato molto facile lavorare con lui".

L'album composto da dieci tracce e intitolato "Moga" è stato accreditato a Maii & Zeid e uscirà nei prossimi mesi con il marchio Lebanese Underground, il sito gestito da Hamdan. Sarà possibile ascoltare un'anticipazione del suo contenuto (oltre che su piattaforme audio quali Soundcloud) nel corso della presentazione che si terrà al "Metro el Madina" di Beirut il 4 maggio 2013.

In una scena musicale dominata dalle ballate disco pop di Tamer Hosny, la musica di Maii Waleed appare come un gioiello trascurato. Le sue liriche, narrazioni che spesso si avvicinano ad un vero e proprio flusso di coscienza, sono guidate da un'immediatezza emotiva che affronta tematiche quasi esistenziali. Cuori spezzati, commenti sociali, enigmi metafisici e rapporti prossimi alla fine. Assimilabile alla categoria dei cantautori ne rappresenta in realtà un'evoluzione. Nella sua musica sono presenti echi trip hop, atmosfere acustiche ed elettriche, suoni che evocano atmosfere spaziali rarefatte, il tutto rimaneggiato fino a creare un prodotto unico e personale che qualcuno definisce Dream pop.

In "Trash & Nostalgia" la voce gentile di Maii, trattata con effetti, scivola splendidamente all'interno di una morbida linea costituita da un tamburo e da un riff di chitarra. "Mi piace fondere la voce con la musica. Fondamentalmente, sto imparando a curare la mia voce come se fosse uno strumento", spiega. Questa giovane donna fieramente indipendente ha creato un suono decisamente personale all'interno della musica araba contemporanea Un suono che rappresenta un viaggio attraverso le tante malinconie che attanagliano i giovani egiziani, il cui contenuto lirico attinge a piene mani sia da elementi autobiografici che da crisi esistenziali collettive.

Le sue composizioni ad alto tasso malinconico costituiscono un esempio perfetto di come si possa coniugare l'approccio musicale occidentale alla spiccata sensibilità della canzone classica egiziana. Non più semplici "Habibi Song" ( le classiche composizioni che trattano di amori perduti e/o desiderati) ma brani dal forte contenuto intimista che riflettono i turbamenti, non solo politici, di un'intera generazione con un passato certo allo spalle, ma con un futuro ancora tutto da scrivere.

Le logiche sociali che hanno dominato l'intera regione si stanno lentamente frantumando. Le forze politiche uscite da quella che noi abbiamo chiamato "Primavera araba" stanno disattendendo le speranze di larga parte della popolazione, ma i ragazzi, la forza trainante di una società, come spesso succede sono molto più avanti di chi li governa. Una serie di ottime realtà musicali e artistiche sono cresciute negli ultimi anni. Il mondo arabo, sia in campo musicale che nell'ambito delle arti visive è perfettamente inserito nella contemporaneità.

Maii Waleed è solo un esponente di un vasto movimento che dall'Egitto alla Palestina sta dando libero sfogo ad un impulso creativo che difficilmente si potrà fermare. La "Nahda", quel rinascimento sociale, politico, culturale e filosofico che interessò il mondo arabo alla metà del XIX secolo, sta facendosi risentire. Il flusso di informazioni giunto da Occidente viene assimilato ed inserito in contesto artistico del tutto nuovo; non si tratta di semplice imitazione ma di una vera e propria via araba alla modernità nella quale una tradizione culturale antica viene rielaborata con risultati spesso sorprendenti. Nena News

*Blogger di Arab Tunes

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