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MUSICA

Palestina: musica elettronica, speranza e non politica

Il duo ElectrowaveZ ha aperto le porte del mondo arabo ai ritmi techno trance, dubstep e drum'n'bass. Perché la musica serve anche a divertirsi. VIDEO

adminSito
martedì 12 novembre 2013 09:49

di Paolo Lasagna - Arab Tunes

Roma, 12 novembre 2013, Nena News- Solitamente, quando si parla di musica proveniente dalla Palestina, ci si occupa di autori legati alla musica tradizionale, musica per Oud o interpreti evocative quali Rim Banna e Amal Murkus. Soltanto nell'ultimo decennio si è ravvisato un certo cambiamento, grazie anche alla nascita e allo sviluppo di una scena musicale contaminata da suoni di matrice occidentale. La musica palestinese ha subito un forte rinnovamento, le voci della protesta e della resistenza all'occupante molto spesso hanno adottato il linguaggio del rap, del rock e di quella nuova onda poetica così ben rappresentata da Shadi Zaqtan e Tamer Abu Ghazaleh.

Di qualsiasi stile si tratti, si è comunque portati a considerare le produzioni musicali palestinesi come forme di lotta per l'affermazione di un identità o manifestazioni del disagio conseguente all'occupazione israeliana. La componente ludica, una musica creata solo per fini ricreativi, viene spesso ignorata. Certo, se si parla di musica dance, in tutte le sue declinazioni, vengono alla mente i dancefloors di Detroit, Los Angeles o Amsterdam, non certo la Palestina.

Da alcuni anni invece è in attività un duo che dietro la sigla ElectrowaveZ sta facendo ballare i giovani arabi, ma non solo loro. Nato nel 2008, il progetto ElectrowaveZ è, come si è detto, un duo composto dai fratelli Charlie Shaabi e Richard Savo, palestinesi israeliani provenienti dalla città di San Giovanni d'Acri (Akka).

Charlie Shaab, in arte DJ Chuck, è una figura molto importante legata alla nascita e allo sviluppo della scena rap palestinese. Gi studi intrapresi in campo musicale (mixing, composizione, registrazione del suono e produzione), uniti all'esperienza maturata negli Stati Uniti dove si è immerso nella cultura hip-hop, hanno fatto di lui un produttore molto ricercato. Le sue basi e la sua produzione sono la colonna portante di molti gruppi rap (MWR e WE7 in particolare) nati tra la fine degli anni '90 e gli inizi del 2000.

Studente di pianoforte con un particolare talento per il canto, Richard Savo insieme ad alcuni amici ha dato vita sul finire degli anni '90 agli MWR, considerati il primo gruppo rap palestinese. Nel corso degli anni, oltre a dedicarsi al progetto MWR, si è distinto nella composizione di varie colonne sonore. Durante una permanenza in Olanda si è avvicinato alla musica dance e si è dedicato allo studio della musica elettronica andando ad arricchire il suo portafoglio di conoscenze già molto vasto.

La combinazione di questi due talenti ha dato vita ad un progetto musicale davvero insolito per la Terra Santa. Quello che i due fratelli propongono è una fusione di sonorità orientali e occidentali combinate con ritmi techno trance, dubstep e drum'n'bass, il tutto realizzato con una perizia tecnica ed una serietà davvero notevoli.

Tra gli anni 2007 e 2009 hanno realizzato una serie di remixe che li hanno fatti conoscere all'audience non solo araba. Tra i brani che hanno riscontrato il favore del pubblico vi sono: "Give Me My Freedom" (realizzato usando un campione della voce di Umm Kulthum ), "Kano Ya Habibi" e "Salmon Dance", remix di un brano del gruppo inglese Chemical Brothers.

Il genere musicale proposto ha prevedibilmente attirato sul gruppo un ingente quantità di critiche che Dj Chuck commenta così: "Non è stato facile creare un nuovo genere musicale che fino ad ora nel mondo non esisteva. ElectrowaveZ ha creato una fusione intelligente tra il mondo Orientale ed il mondo Occidentale".

Nel 2010 ha visto la luce il loro disco di debutto intitolato "BrainStorm". A questo sono seguiti l'EP "Dubooster" uscito nel 2012, il singolo "Blaze Up Di Fun" realizzato con Mike Hanna e il secondo album ufficiale intitolato "Za3tar".

Con questo intenso mix di psycho trance e dubstep dominato da linee di basso potenti il gruppo vorrebbe portare un messaggio ispiratore di vita, speranza, amore, libertà, gioia e felicità per gli amanti della musica in tutto il mondo. Che abbiano avuto ragione i Funkadelic quando cantavano: "Free your mind and your ass will follow"? Ai posteri l'ardua sentenza, per ora benvenuti nell'atmosfera di ElecrowaveZ.



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