In April 700 victims of political violence, the bloodiest month in 5 years: "It's wrong to say we are close to a civil war - said a Iraqi politician - It has already started".
Unless good intentions and good will intervene in favor of the third ideal path (a modern civilian state) and a fourth possible path (federal provinces)
Cala l'affluenza. Due ong riportano irregolarità ai seggi, ma l'ONU definisce il voto "ben organizzato e credibile". Nove morti in diversi attacchi.
Almeno 27 vittime, 50 feriti. Domani 12 province vanno al voto, segnato da violenze e settarismi. I risultati daranno il polso del consenso al governo Maliki.
Stamattina undici attacchi in tutto il Paese: Baghdad, Fallujah, Kirkuk e Nassiriyah. Almeno 22 le vittime, 118 i feriti. La tensione cresce a 5 giorni dal voto provinciale.
Nel cambio di regime sono rimaste in vigore le leggi che vietano lo sciopero e le libertà sindacali
A venti giorni dalle elezioni locali, cresce la tensione. Ieri attentato a Tikrit. Le opposizioni sunnite accusano il governo Maliki che sospende il voto in due province.
Corruzione dilagante, disoccupazione e attentati terroristici quotidiani riportano alla memoria gli anni del regime. Dimenticando repressioni e bagni di sangue.
L'attacco in cui sono morti 48 soldati di Damasco è l'ulteriore espressione del ruolo che Al Qaeda intende giocare nel conflitto siriano. La preoccupazione di Baghdad.
The US-led invasion of Iraq, nearly ten years ago, brought nothing but misery, destruction, orphans and the seeds of future conflicts.